Carta d'identità:
nome: capsicum annuum Linneo
famiglia: solanacee
parenti: tabacco, patata, pomodoro, melanzana, mandragora.
cosa contiene:
cento grammi di peperoncino contengono: sostanze estrattive non azotate 30%; sostanze azotate 15%; cellulosa 20%; olio fisso 12,5%; olio essenziale 1,12%; ceneri 5%; capsicina, capsanina, capsantina, sostanze aromatiche, lecitina, Vitamina C, acido malonico, vitamina PP, vitamina E, vitamina K2, Vitamina A, sali di potassio, rame, quercitina, esperidina, erodietina, un colorante carotinoide rosso.
Come si vede una vera e propria miniera di sostanze utili all'organismo umano.
Di fondamentale importanza la vitamina C.
Particolare interessante: il peperoncino e il vegetale che ne contiene di più in assoluto. Cinque volte di più degli agrumi. E non ci sono paure di eccessi. La vitamina C, solubile in acqua, non viene accumulata dall'organismo che elimina con le urine le quantità superflue.
La vitamina A e essenziale per la "funzione proteica" cioè l'assimilazione delle proteine. La vitamina E ha funzione protettiva generale e dei tessuti in particolare. Da non dimenticare infine l'importanza della lecitina, preziosa per l'elasticità delle arterie e l'abbassamento del colesterolo nel sangue.
In questo piccolo frutto sono presenti tutte le principali vitamine.
Quello ungherese, per esempio, e una vera « bomba» di vitamina C. Tale elevato contenuto ha favorito gli studi del ricercatore ungherese Szent Gvorgyi sull'acido ascorbico (vitamina C), per cui nel 1937 gli fu assegnato il premio Nobel.
Per il grande apporto vitaminico un po' di peperoncino andrebbe sempre aggiunto alle nostre pietanze, possibilmente a cottura terminate, così da preservare le vitamine sensibili al calore (termolabili) come appunto la vitamina C.
1) Vitamina A: il peperoncino ne è un generoso dispensatore e il suo uso quotidiano ci mette al riparo da subdole carenze. In una dieta carnea la vitamina A è indispensabile, perchè favorisce il metabolismo, la fissazione e 1'utilizzo degli amminoacidi delle proteine.
2) Vitamina E: questa vitamina svolge nell'organismo una funzione antitossica. Inoltre, essendo liposolubile, entra facilmente all'interno della struttura cellulare della pelle, ostacolando quei fenomeni di ossidazione che la danneggiano e la invecchiano anzi tempo.
3) Vitamina C: in tutti i momenti in cui il nostro organismo e più debole ed esposto abbiamo bisogno di vitamina C per sostenerne 1'attività di difesa tramite i globuli bianchi. L'acido ascorbico rinforza anche le pareti dei capillari nella circolazione venosa periferica. Il peperoncino ne è un eccezionale dispensatore: cento grammi di prodotto secco contengono centoventi milligrammi di vitamina C.
4) Vitamina K: e una vitamina definita antiemorragica per 1'azione coagulante che svolge nel sangue e per un'azione meccanica che stimola e accelera la cicatrizzazione dei tessuti.
5) Vitamina PP: nel peperoncino essiccato molte vitamine si distruggono, ma non la vitamina PP, che ha la caratteristica di durare nel tempo. Presiede all’elasticità capillare, svolgendo un’efficace azione di irroramento delle parti periferiche del corpo.
Spezia dei poveri:
I1 peperoncino è un ortaggio. Da sempre però e stato usato come spezia. In Europa lo ha portato Cristoforo Colombo che i Reali di Spagna finanziarono convinti che dai suoi viaggi sarebbero arrivati nuove qualità di spezie, merce rarissima e allora assai richiesta.
Sul diario di bordo della prima spedizione di Colombo, Bartolomeo de Las Casas scriveva: "La spezia che essi mangiano e abbondante e più importante del pepe nero...". Era peperoncino e quelli che lo mangiavano erano gli indigeni del nuovo mondo. Il destino del "diavolillo" era già segnato. Proprio come spezia si sarebbe diffuso e affermato in tutto il mondo. Il successo arrivò ma non ci furono i risultati economici che si aspettavano. Il peperoncino, facilmente coltivabile dappertutto, si acclimatò benissimo in Europa. Non fu più necessario importarlo e il business cadde sul nascere. Cosi mentre Spagna, Portogallo, Olanda e Inghilterra litigavano per accaparrarsi le "spezie" vere e proprie che crescevano solo nei paesi di origine, il peperoncino, che attecchisce anche in un vaso sul davanzale, imbocca una strada tutta sua. Diventa subito la spezia dei poveri, di tutti quelli che non potevano permettersi le costosissime spezie orientali. I popoli ricchi, non lo apprezzarono. Fu bandito dalle tavole aristocratiche e anche moralisti e puritani lo avversarono considerandolo eccitante e il “suscitatore di insani desideri". Con la cucina povera invece fu amore a prima vista. Il peperoncino dava sapore a cibi che non ne avevano, conservava la carne quando i frigoriferi non c'erano, con le sue proprietà disinfettanti era di aiuto alle popolazioni dei paesi caldi. Niente business ma un destino popolare e democratico che in poco tempo diffonde il peperoncino soprattutto fra le popolazioni povere con regimi alimentari monotoni e carenti di proteine. Col peperoncino i Messicani insaporivano le tortillas, gli Africani la manioca, gli Asiatici il riso. In Italia le regioni meridionali e in speciale modo la Calabria hanno reso vivace e gradevole la loro cucina povera, vegetariana, fatta di ingredienti umili e di pochissima carne. Con la loro fantasia hanno creato autentici gioielli gastronomici e 1'amore a prima vista e diventato amore eterno. Tanto che oggi parliamo di "Peperoncino Quality Calabria".
Controindicazioni:
dopo tanto trionfalismo e bene porre un limite alle capacita del Capsicum, considerandone anche le controindicazioni. Il peperoncino non e assolutamente adatto per chi soffre di acidità di stomaco (ipercloridria), proprio perche stimolerebbe la secrezione di acido cloridrico, già prodotto in eccesso dallo stomaco. Devono andare cauti con il peperoncino anche gli ulcerosi e tutti quelli che soffrono di gastroenteriti, anche se in alcuni casi, dopo un iniziale peggioramento, si e riscontrato un miglioramento. Vale invece per tutti, sani e ammalati,l'avvertenza che 1'abuso e 1'eccesso possono provocare irritazioni alle mucose gastrointestinali e infiammazioni renali, che nei casi più gravi degenerano in lesioni permanenti dei reni. Reazioni secondarie dell'abuso di peperoncino si manifestano con diarrea e vomito. Si deve porre molta attenzione anche nell'uso esterno del peperoncino: sono sufficienti le mani sporche di Capsicum o della sua polvere per irritare violentemente gli occhi, la bocca, le mucose e le pelli più delicate. Una quantità eccessiva di peperoncino posta a contatto con la pelle, provoca scottature, vesciche e ulcerazioni.
Attenzione, dunque: il peperoncino non e da prendere alla leggera; e effettivamente attivo e forte.
Varietà:
Quanti peperoncini ci sono? Come si chiamano? Sono queste le domande più ricorrenti che fanno gli appassionati cultori del "Capsicum". E sono queste le domande che più di tutte mettono in crisi. Perche dare risposte e praticamente impossibile. Nessuno mai e riuscito a classificare tutti i peperoncini che ci sono nel mondo e le specie e le varietà che conosciamo.
Intanto è già complessa, difficile e incompleta la classificazione iniziale.
Sono molto diffusi gli incroci fatti dall'uomo e ancora più diffusa l'impollinazione incrociata per opera degli insetti che per nutrirsi di nettare si spostano da una varietà all'altra trasportando il polline e dando vita a nuove tipologie con caratteri morfologici intermedi e innovativi. A completare la confusione si aggiungono poi i nomi diversissimi che vengono dati sul posto, spesso nomi di fantasia oppure nomi legati alle parlate locali. Gli studiosi comunque concordano nell'individuare le cinque specie maggiormente usate per la coltivazione. Capsicum annuum. E' la più importante e la più diffusa. E stata oggetto di grande attenzione da parte dell'uomo che l'ha utilizzata con selezioni ed incroci. Si chiama annuum perché è a ciclo annuale. A questa specie appartengono molte varietà fra le quali il Capsicum abbreviatum, facuminatum, il fasciculation, il cerasiforme e il bicolor.
Il Capsicum baccatum è una specie trovata allo stato selvatico nella zona a ridosso delle Ande. La varietà è apprezzata per la piccantezza e il sottile bouquet ma stranamente non ha avuto una larga diffusione. Attualmente è diffusa soprattutto in India e in Messico ed e in grado di adattarsi molto bene alle condizioni climatiche del Mediterraneo. Vi appartiene la varietà penduliun.
Anche il Capsicum frutescens ha il suo habitat in India dove cresce come pianta perenne. Descritta già da Linneo non ha avuto grande diffusione. Molto simile e il Capsicum chinense. Una specie originaria della zona dei Caraibi, che può diventare perenne. Vi appartiene l'habanero unanimemente considerato il peperoncino più piccante del mondo.
Infine il Capsicum pubescens. Descritto per la prima volta nel 1794 solo dai primi anni ottanta sta avendo un po’ di attenzioni. Morfologicamente è un po’ diverso dalle altre specie. La pianta è più bassa e con un portamento cespuglioso. Si caratterizza con un gran numero di sottospecie tra le quali il Capsicum Eximium, il Cardenasi, e il travarii. La coltivazione richiede tempi lunghi e i frutti molto carnosi, si deteriorano velocemente. In ogni caso è la specie più tollerante al freddo perché la sua zona di origine sono gli altopiani delle Ande.